Il Giardino dei Bisogni

Che cos’è un bisogno?

C’è stato un momento della mia vita in cui ho capito che quello che sapevo sui bisogni era, in realtà, davvero molto poco.

Fino ad allora, per me avere bisogno significava avere bisogno di mangiare, di dormire o di andare in bagno. Oppure, quando ero molto nervosa, di farmi una doccia. Se avevo freddo, avevo bisogno di coprirmi.

Insomma, conoscevo soprattutto i bisogni più immediati: quelli del corpo.

Non immaginavo nemmeno lontanamente di poter avere anche altri bisogni.

Il bisogno di essere abbracciata.

Il bisogno di sentirmi protetta e al sicuro.

Il bisogno di rispettare i miei tempi.

Il bisogno di essere ascoltata.

Il bisogno di fermarmi, ritrovare energia o sentirmi libera.

Oppure il bisogno di trasformare qualcosa della mia vita e, insieme a quella cosa, trasformare anche me stessa.

I bisogni non sono soltanto quelli del corpo

La parola bisogno porta con sé l’idea di qualcosa di necessario o importante per stare bene.

E forse il problema comincia proprio qui: in ciò che abbiamo imparato a considerare necessario e in ciò che, invece, abbiamo imparato a trattare come superfluo.

Dormire è necessario. Ma prendersi del tempo per sé?

Mangiare è necessario. Ma sentirsi nutriti anche affettivamente?

Coprirsi quando abbiamo freddo è necessario. Ma proteggerci da ciò che ci fa stare male?

Respirare è necessario. Ma avere uno spazio in cui sentirci liberi di essere noi stessi?

Per molto tempo non ho considerato tutto questo davvero necessario.

Forse, allora, non abbiamo pochi bisogni. Forse abbiamo semplicemente imparato a non riconoscere come necessari alcuni aspetti fondamentali di noi.

I bisogni che non ascoltiamo non scompaiono

Quando non riconosciamo i nostri bisogni, quando non riusciamo a vederli o ad ascoltarli, quei bisogni non scompaiono.

Anzi.

Continuano a farsi sentire, semplicemente cambiando linguaggio.

A volte diventano stanchezza.

Altre volte diventano irritazione, tristezza, tensione o bisogno di controllare tutto.

Possono trasformarsi in quella strana sensazione che ci sia qualcosa che non va, anche quando, apparentemente, va tutto bene.

E noi spesso proviamo a correggere ciò che sentiamo. Cerchiamo di essere meno nervosi, meno sensibili, meno stanchi, meno bisognosi.

Come se il problema fosse ciò che proviamo e non quello che, attraverso quelle sensazioni, una parte di noi sta cercando di comunicarci.

Una domanda diversa

E se, almeno qualche volta, invece di domandarci:

“Come faccio a non sentirmi più così?”

provassimo a chiederci:

“Di che cosa potrei avere bisogno?”

Forse non troveremmo subito la risposta. Non siamo più abituati a farci questa domanda.

Eppure è proprio da qui che possiamo ricominciare.

È da questa domanda che è nato il Giardino dei Bisogni che hai davanti: uno spazio in cui fermarti, osservarti e provare a dare un nome a ciò che senti e a ciò che ti manca.

Quando abbiamo imparato a non ascoltarci?

Hai presente i bambini?

Quando hanno fame, sete, sonno o bisogno di essere presi in braccio, piangono. Quando imparano a parlare, lo dicono e, qualche volta, lo urlano.

Un bambino non pensa che avere bisogno di qualcosa sia sbagliato. Sente il proprio bisogno e cerca di comunicarlo.

Allora vorrei farti una domanda:

Quando hai imparato a non ascoltare i tuoi bisogni?

E ancora:

Che cosa temi possa accadere se iniziassi ad ascoltarli davvero?

Che cosa ci impedisce di ascoltarci?

Immagina, per esempio, di sentire il bisogno di staccare e di andare al mare per qualche giorno. Hai anche diversi giorni di ferie a disposizione, eppure continui a rimandare.

Perché non lo stai facendo?

Che cosa accadrebbe se chiedessi quei giorni di ferie?

Avresti paura di deludere qualcuno?

Di essere giudicata?

Di sembrare poco responsabile, egoista o meno disponibile?

E come ti sentiresti, invece, se ti concedessi davvero quel tempo?

Forse il punto non è soltanto capire di che cosa abbiamo bisogno, ma anche scoprire che cosa ci impedisce di darci il permesso di ascoltarlo.

Il Giardino dei Bisogni nasce per accompagnarti proprio in questo spazio: tra ciò che senti, ciò che desideri e ciò che, fino a oggi, hai creduto di non poterti concedere.

Ora prova a fermarti per qualche istante.

Ascolta il tuo corpo, le tue emozioni e quella parte di te che forse cerca da tempo di attirare la tua attenzione.

Di che cosa hai bisogno, oggi?