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Mi sento confuso
A volte essere confusi significa non riuscire a capire cosa stiamo provando. Ma non sempre.
Possiamo sapere benissimo come ci sentiamo e, allo stesso tempo, avere la testa piena di pensieri, possibilità, cose da fare, decisioni da prendere… e non sapere più quale filo seguire.
Se fai fatica soprattutto a riconoscere quello che senti, puoi partire da “Non capisco come mi sento”.
Se invece senti che nella tua testa c’è troppo tutto insieme, allora rimani qui.
Benedetta sia, allora, ogni tanto, anche la confusione.
Immagina una di quelle vecchie scatole di latta della nonna: la apri e dentro trovi gomitoli, fili, nastri, rocchetti… tutto disordinatamente insieme.
Così provi a tirare un filo che, dopo un po’, si ferma; allora tiri un po’ più forte, ma niente. Da qualche parte c’è un nodo!
Ecco, a volte la confusione assomiglia proprio a questo.
Pensieri che si accavallano, cose da fare, decisioni da prendere, possibilità diverse, emozioni che non sappiamo bene dove mettere. Proviamo a seguirne una, ma subito ne arriva un’altra, ancora un’altra e poi un’altra ancora.
E più cerchiamo di capire tutto contemporaneamente, più la matassa sembra stringersi!
Ma forse la confusione non è sempre un problema… a volte è proprio lei a farci fare quel grande sospiro che dice: “Aspetta. Così non riesco più a capire niente.”
E quel sospiro, per quanto possa sembrare strano, può essere già un ritorno alla presenza.
Perché per sbrogliare una matassa serve una cosa che, nella confusione, tendiamo a perdere: l’attenzione, la concentrazione!
Non possiamo tirare tutti i fili insieme!
Hai voglia di fare un po’ di spazio?
Prima di provare a trovare risposte, abbassiamo un po’ il rumore.
Prendi un quaderno e scrivi tutto quello che hai in testa.
Tutto davvero: pensieri, cose da fare, preoccupazioni, decisioni rimandate, idee, paure, frasi che continuano a tornarti in mente… anche le cose apparentemente più piccole.
Non devi mettere ordine, trovare soluzioni, capire tutto e non devi nemmeno scrivere bene. Per ora lascia semplicemente uscire quello che c’è.
Quando hai finito, chiudi il quaderno, fai un respiro e lascia lì quello che hai scritto. Puoi ripetere questo piccolo esercizio la sera, per qualche giorno, prima di andare a dormire.
Non devi sbrogliare tutta la matassa oggi.
Per cominciare, basta trovare un filo.
E quando il rumore si abbassa un po’?
Puoi tornare a quello che hai scritto e chiederti semplicemente:
Qual è il filo che, proprio adesso, ha più bisogno della mia attenzione?
Ora scegli tu da dove continuare.
Serenamente
Se senti che prima di capire hai bisogno soprattutto di abbassare un po’ il rumore, rallentare e creare uno spazio più quieto.
Scopri Serenamente →Caliente
Se sei talmente dentro ai pensieri che hai bisogno di scendere un po’ dalla testa e tornare al corpo, al contatto e alle sensazioni del presente.
Scopri Caliente →Agenda Mamomè
Se senti che è arrivato il momento di prendere un filo alla volta e vuoi aiutarti con domande e scrittura per mettere un po’ di ordine.
Scopri la Mamomè →Carte
Se non sai proprio da quale filo partire e hai bisogno di una domanda o di uno spunto che ti aiuti a guardare la situazione da un’altra prospettiva.
Scopri le Carte →Oppure puoi unire due strumenti
Abbasso il rumore e provo a prendere un filo alla volta.
Torno nel presente e lascio che una domanda mi aiuti a capire da dove cominciare.
Sentirsi confusi può capitare, ma se questa sensazione persiste nel tempo, interferisce con la quotidianità o rende molto difficile prendere decisioni e orientarsi, può essere importante parlarne con un professionista: questi strumenti possono accompagnarti, ma non sostituiscono un supporto psicologico.
